PARTE DA BARI LA PRIMA RETE NAZIONALE PER VALORIZZARE I BAMBINI PLUSDOTATI

E' nata a Bari la prima rete interistituzionale per supportare i bambini gifted: bambini e ragazzi ad alto potenziale cognitivo, spesso non riconosciuti dal sistema scolastico italiano e scambiati per alunni con patologie psichiche.
La rete “Alto Potenziale”, promossa dall’associazione  “Città dei Bimbi”, riunisce intorno ad un tavolo il LabTalento dell’Ateneo di Pavia e importanti istituzioni baresi come il Comune e l’Asl di Bari, il Politecnico, Confindustria Bari-BAT. Grazie a questa collaborazione i docenti del sistema scolastico potranno formarsi per imparare a riconoscere e a valorizzare i bambini plusdotati.

I cosiddetti piccoli geni non c’entrano nulla con i talent show. Sono bambini con un Q.I. (quoziente di intelligenza) compreso tra il punteggio di 120 e 160 (la media è 100) e sono numerosissimi anche nel nostro Paese. Secondo gli ultimi studi, sono uno per classe: eppure, spesso né i genitori né soprattutto gli insegnanti ne sono consapevoli. Così il loro talento, non curato o addirittura frainteso e scambiato per semplice irrequietezza, si disperde. Il LABTalento, operante presso l’Università di Pavia, è l’unico centro italiano che studia il fenomeno e i percorsi didattici per aiutare a crescere e sviluppare le potenzialità di questi bambini.
“E’ un problema di inclusione e di pari opportunità dei bambini plusdotati rispetto agli altri - dice Maria Assunta Zanetti, direttore LABTalento – anche loro hanno lo stesso diritto degli altri di andare a scuola e di imparare e non di annoiarsi. Occorre una didattica allineata ai loro ritmi veloci di apprendimento e al talento. Una misura indispensabile per allinearci con gli obiettivi Europa 2020 che mirano a una società basata sulla conoscenza e sull’innovazione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
“Solo da uno sforzo comune possiamo cominciare a identificare questi bambini, a riconoscerli e a progettare per loro degli specifici percorsi didattici, di studio e poi di lavoro. Prima che diventino i nostri cervelli in fuga”, dice la giornalista Elisa Forte, presidente dell’associazione di promozione sociale “Città dei Bimbi” che da circa due anni ha avviato questo percorso di sensibilizzazione sul tema dell’alto potenziale cognitivo dei bambini e dei ragazzi e il ruolo della scuola e delle famiglie.
Alla presentazione dell'accordo, il 30 maggio 2017 al plazzo ex Poste di Bari, sono intervenuti: la sottosegretaria all’Istruzione Angela D’Onghia, il sindaco di Bari e presidente dell’Anci nazionale, Antonio Decaro,  la professoressa Assunta Zanetti per LABTalento Pavia, Giuseppina Lotito direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Paola Romano assessora alle Politiche Educative e Giovanili del Comune di Bari, Vito Lozito direttore dell’Unità di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl di Bari e Vito Montanaro direttore generale dell’Azienda Sanitaria locale, Sebastiano Leo Assessore Formazione e Lavoro della Regione Puglia, Eugenio Di Sciascio rettore del Politecnico di Bari, Rosalinda Cassibba, direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione dell’Università di Bari, la docente di scuola primaria Maria Forina, Simon Criswick chief didactic officier di My English School e Cesare De Palma imprenditore e delegato Education di Confindustria Bari Bat.

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