SU FACEBOOK APERTO UN DIBATTITO CON LA CITTA'

Centinaia di persone, gente comune e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovate stasera ai piedi di Torre Quetta per partecipare alla manifestazione cittadina voluta da Confindustria Bari BAT, ANCE Bari BAT, Politecnico e Università di Bari, Ordini degli Architetti e degli Ingegneri di Bari, Confcooperative, Legambiente, CERSET e Connect the dots. In prima fila molte autorità, a cominciare dal sindaco di Bari Antonio Decaro e dal presidente della Regione Michele Emiliano. “Lungomare Sud Bari. Memoria, presente e visione” è il titolo di questa inusuale conferenza-spettacolo, che ha intrecciato la musica della Banda Osiris con la recitazione dell’attrice Licia Lanera, video-interviste a cittadini noti e testimonianze dal vivo di esperti e imprenditori, il tutto sotto l’abile conduzione di Mauro Pulpito. Obiettivo: coinvolgere anche la cittadinanza in una riflessione sulla possibile rinascita del lungomare Sud di Bari e offrire un contributo al processo di riqualificazione già avviato dal Comune di Bari in diversi tratti costieri della città.


“Oggi abbiamo presentato un’idea, una traccia di rigenerazione che abbiamo condiviso con un tavolo di lavoro molto ampio, che abbraccia diversi soggetti pubblici e privati del territorio (associazioni imprenditoriali e ambientaliste, mondo accademico e Ordini professionali ). – ha dichiarato il presidente di Confindustria Bari BAT Domenico De Bartolomeo - E’ un’idea basata sulla creazione di un grande parco urbano sul mare, forse il più grande d’Europa. Un parco, però, attrezzato e dotato di precise funzioni e strutture turistico-ricreative che possano generare relazioni vive con il resto della città ed anche con potenziali visitatori e investitori esteri. Abbiamo deciso di presentare questa visione alla cittadinanza sulla spiaggia di Torre Quetta, di recente divenuta meta di attrazione per i baresi, perché essa rappresenta un luogo simbolico: il segno che questa costa può davvero rinascere a nuova vita. Sulla nostra idea ci aspettiamo che si possa generare un dibattito pubblico e che il Comune di Bari ci consideri parte attiva di un confronto di idee per arrivare a condividere la migliore soluzione possibile per questo tratto di litorale. “

Chiunque è inviato a dire la sua e collaborare alla riflessione sulla Pagina Facebook Lungomare sud Bari.

“Abbiamo provato a immaginare un modello di sviluppo multisettoriale- ha aggiunto De Bartolomeo - in cui si intrecciano non solo attività turistiche, commerciali, ricreative, culturali, trasporti ed edilizia ecosostenibili, ma anche nuovi servizi 4.0, produzione di energia rinnovabile e incubatori di start up. E’ un modello di rigenerazione partecipata, che si potrebbe replicare anche in altri Comuni.”
“Il dibattito avviato oggi – conferma Beppe Fragasso, a capo di Ance Bari e Bat, la sezione ‘Costruzioni’ della territoriale barese di Confindustria – ci ricorda quello delle polis dell’antica Grecia, culla della democrazia, quando il confronto sulle scelte politiche coinvolgeva anche i cittadini. E’, dunque, alla politica e ai cittadini che proponiamo la nostra visione sul lungomare Sud, convinti che solo attraverso il confronto possa nascere una soluzione condivisa, attesa da decenni.”
“Essere tra gli attori di questa rigenerazione, a valle di un percorso che abbiamo iniziato con la pubblicazione di uno studio storico e sociologico di questo tratto di costa, rende orgogliosi i costruttori baresi; certi che la proposta sia sostenibile economicamente e rispettosa dell’ambiente, siamo pronti, insieme a tutti gli altri attori del partenariato, a valorizzare i contributi che deriveranno dal confronto, per addivenire a una progettualità che auspichiamo possa realizzarsi entro il prossimo decennio”, ha aggiunto Fragasso auspicando una partecipazione cittadina alla proposta e presentando il volume di studi storico-urbanistici e sociologici “Il Lungomare a Sud di Bari” (Adda Editore) che è stato appositamente realizzato e donato al pubblico della serata. (Quaderno n. 1 della Collana ANCE Bari BAT, edita da Adda Editore 2017 con studi a cura di Domenico Spinelli, Nicola Schingaro, Loredana Ficarelli, Francesco Defilippis, Mariangela Turchiarulo).


In chiusura De Bartolomeo ha ribadito che è desiderio del Gruppo di lavoro che l’ha concepita, sottoporla al dibattito pubblico, per migliorarla e, col consenso di tutti, realizzarla. Per questo è stato avviato un confronto pubblico sulla pagina Facebook Lungomare Sud Bari con la collaborazione dei mass media del territorio. Con questo appello alla partecipazione dei cittadini – in linea con lo spirito dell’Agenda urbana Europea del 2016- si è chiuso un evento che ha inteso rappresentare un punto di partenza e non di arrivo, un cammino verso una grande operazione di rigenerazione urbana condiviso e partecipato.
Oltre a Domenico De Bartolomeo e a Beppe Fragasso, e all’intervento del sindaco di Bari Decaro e del presidente della Regione Puglia Emiliano la conferenza ha visto come protagonisti: Domenico Spinelli, Docente di disegno e rilievo dell’architettura e del territorio presso la facoltà di ingegneria del Politecnico di Bari; il sociologo Nicola Schingaro dell’Università di Bari; il professor Riccardo Amirante, Docente di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente” al Politecnico di Bari, Loredana Ficarelli Prorettore Vicario del Politecnico di Bari, Antonio Colaianni Consigliere Ordine Ingegneri, Vincenzo Sinisi presidente Ordine architetti, Gianni Sebastiano esperto di information technology e membro del Gruppo di lavoro industria 4.0, Domenico Delle Foglie Responsabile Regionale Urbanistica Legambiente Puglia, Gianfranco Viesti professore ordinario di Economia Applicata nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari, Michele Laforgia - Imprenditore - Delegato Confcooperative Bari Bat alle Politiche Abitative e Social Housing.

Tutti hanno illustrato il loro controbuto di idee e competenze offerto nell'ambito del Tavolo di lavoro Lungomare Sud di Bari che ha promosso questa iniziativa.

Arch. Domenico Spinelli, Docente di disegno e rilievo dell’architettura e del territorio Politecnico di Bari e autore dello studio storico-urbanistico “la costa a Sud-est di Bari”, Quaderni ANCE BARI ABT , Adda editore 2017:
“Dalla fine dell’Ottocento, ai nostri giorni tutti i progetti di ampliamento, realizzati per la città, dovevano confrontarsi con la fascia costiera a sud di Bari, attualmente in abbandono e degrado. Oggi c’è un’altra consapevolezza della città, che guarda con grande attenzione, alla riqualificazione di questo lungomare. Nuove visioni, unitarie, sono oramai occasioni irrinunciabili per ridare identità a tale luogo."


Nicola Schingaro docente di Sociologia dell’Università di Bari, autore dell’ analisi “Il Lungomare Sud di Bari tra vecchi nuovi bisogni” – Quaderni ANCE BARI ABT , Adda editore 2017:
“L’analisi da me condotta restituisce oggi un’immagine prevalentemente negativa del luogo. Molti residenti lo hanno scelto per il mare, principale fattore di attrazione. Avvertivano un bisogno quasi esistenziale di essere/sentirsi quotidianamente in contatto con la natura, e oggi nel bene o nel male il mare esprime ancora il loro senso più profondo di questo luogo. Ma passando per 3 dimensioni (ambiente, vita sociale, benessere individuale), 6 indicatori descrivono impietosamente una qualità della vita che nel tempo ha teso ad essere sempre più bassa. L’assenza di una pianificazione urbana - anche solo logica - è la causa di un uso non sostenibile del territorio (dai rifiuti, ai siti contaminati, ai ruderi abbandonati) e di una scarsa disponibilità di servizi (nell’area come nel trasporto pubblico). Il livello di sicurezza si è abbassato sempre di più per la diffusa presenza di prostituzione, ma anche di micro-criminalità e criminalità organizzata, senza tralasciare i pericoli provenienti dalla viabilità. Ciò ha portato all’assenza di luoghi significativi e spazi di socialità. Così, sfiducia e rassegnazione hanno preso il sopravvento, portando ad una riduzione delle relazioni sociali, ad una chiusura verso l’Altro fino all’intolleranza verso le minoranze. L’abbandono del luogo da parte di diverse Amministrazioni della città (tra degrado e stigmatizzazione) ha quindi prodotto anche il senso di abbandono in molti abitanti, i quali - malgrado in gran parte estremamente pessimisti - sarebbero di certo lieti di vivere un giorno in un luogo che garantisca una più elevata qualità della vita per sé e per i loro figli. “

Riccardo Amirante, Docente di “Macchine e Sistemi per l’Energia e l’Ambiente” al Politecnico di Bari:
“Sono in atto una serie di interventi di progettazione per il recupero della piena balneazione del lungomare SUD di Bari. In particolare è opportuno citare il progetto di riordino del sistema fognario di Bari, promosso dall’Area Metropolitana della città di Bari che ha visto, nella fase di condivisione degli interventi, una serie di tavoli tecnici con interlocutori rappresentativi quali il Politecnico di Bari , l’Acquedotto Pugliese e la Regione Puglia, che congiuntamente agli interventi previsti dallo stessa AQP, ridurranno drasticamente il problema dell’effluente di via Matteotti, con il recupero, nel medio termine, della piena balneabilità della spiaggia di Pane e Pomodoro. Inoltre per quanto concerne il tratto di costa in prossimità di Torre Carnosa, sempre Aqp, ha già concluso la progettazione definitiva di due importanti interventi: il primo di ripotenziamento dell’impianto Bari Est, con provvedimenti anche inerenti il contenimento delle emissioni odorigine; il secondo di prolungamento della condotta sottomarina fino a circa 2 km dalla costa per consentire la piena diffusione e diluizione dell’effluente dello stesso impianto di depurazione, con benefici diretti sulla qualità delle acque”

Domenico De Bartolomeo presidente Confindustria Barie BAT:
“Quella che abbiamo presentato oggi è un’idea di rigenerazione che abbiamo condiviso con un tavolo di lavoro molto ampio, che abbraccia diversi soggetti pubblici e privati del territorio (associazioni imprenditoriali e ambientaliste, mondo accademico e Ordini professionali ). E’ un’idea basata sulla creazione di un grande parco urbano sul mare, forse il più grande d’Europa. Un parco, però, attrezzato e dotato di precise funzioni e strutture turistico-ricreative che possano generare relazioni vive con il resto della città ed anche con potenziali visitatori e investitori esteri. Abbiamo deciso di presentare questa visione alla cittadinanza sulla spiaggia di Torre Quetta, di recente divenuta meta di attrazione per i baresi, perché essa rappresenta un luogo simbolico: il segno che questa costa può davvero rinascere a nuova vita. Sulla nostra idea ci aspettiamo che si possa avviare un dibattito pubblico e che il Comune di Bari ci consideri parte attiva di un confronto di idee per arrivare a condividere la migliore soluzione possibile per questo tratto di litorale. “

Loredana Ficarelli Prorettore Vicario del Politecnico di Bari:

“Il gruppo di ricerca del Politecnico di Bari ha contribuito alla definizione di un nuovo modello insediativo basato, in primo luogo, sul rapporto tra architettura e città. Per noi, è fondamentale pensare che la forma di un edificio corrisponda ad una precisa “idea di città”. Tutto ciò implica la riorganizzazione del paesaggio urbano, in termini di recupero della “bellezza”, a partire da un chiaro rapporto, spesso negato, con la costa e con il mare. Il mare, per una città mediterranea costiera, non dovrebbe rappresentare un limite ma una meta da raggiungere, uno spazio da conquistare e verso cui rappresentare la propria identità, così come accade in corrispondenza della città antica, della città ottocentesca e di quella degli anni Trenta: casi in cui il mare diviene il luogo della scena urbana, la parte più rappresentativa della città, il waterfront, il luogo di rituali inediti, insostituibile per la gente che vede nell'acqua la possibilità di una modalità di vita migliore.”


Antonio Colaianni Consigliere Ordine Ingegneri:
“Tutelare la bellezza di quei luoghi, oggi in preda al degrado. Abbandonare quel modello di città vissuta tutta e soltanto dal di dentro. Pensare alla città da vivere fuori: riaprire la città al mare; attraversare il binario, reso urbano senza più il suo impenetrabile recinto; un grande parco tematico lungo l’intera fascia sottoposta a tutela; lo sport; il bagno; il museo del mare; la cena allo chalet. Dopo, soltanto dopo verranno le case e i palazzi, con i loro reticoli di tecnologie smart. Nel giusto, nella giusta misura, nella giusta collocazione. Con scelte dimensionali ragionevoli, razionali e comunque non eccedenti i limiti attualmente imposti dal PRG, sì da rendere sostenibile questa idea.”

Vincenzo Sinisi presidente Ordine architetti:
“Gli architetti, per professione, hanno una grande capacità evocativa nei confronti dei desideri della committenza sia essa pubblica o privata. Questa opportunità di co-creazione di un modello per una parte importante di questa città, ci ha offerto la possibilità di contribuire a definire una "visione" possibile per Bari, Città Metropolitana.”



Gianni Sebastiano esperto di information technology e membro del Gruppo di lavoro industria 4.0:
“Nell’immaginario collettivo smart city è sinonimo di futuro e di futuro hi-tech. Pensiamo che la tecnologia sia un fattore abilitante formidabile nel modello di città intelligente. Mobilità, dinamismo, partecipazione, Informazione, semplificazione, sono le dimensioni su cui agisce la trasformazione digitale per migliorare la vita delle comunità.”

Domenico Delle Foglie Responsabile Regionale Urbanistica Legambiente Puglia:

“Legambiente fa da sempre un ambientalismo che non è soltanto conservazione. Ovviamente siamo sempre in prima linea sul fronte della tutela dell'ambiente e del paesaggio, ma siamo anche pronti a fare la nostra parte quando è necessario favorire iniziative che si pongono come obiettivo la produzione di benefici ambientali. Questa proposta di rigenerazione della fascia costiera a sud di Bari va esattamente in questa direzione; l'idea in fondo è semplice: è necessario riqualificare quest'area degradata e marginale ed il modo più efficace per farlo è utilizzare le sue potenzialità per costruire, rispettando scrupolosamente le regole dello sviluppo sostenibile, un nuova struttura urbana di grande qualità, in grado di farla diventare centrale, attrattiva, ma anche in grado produrre sensibili ricadute positive al di fuori di essa e perciò in grado di migliorare la qualità della vita di tutti i baresi e, sia pur in minor misura, di tutti i cittadini dell'area metropolitana.”

 

Gianfranco Viesti professore ordinario di Economia Applicata nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari
“Il modello di rigenerazione urbana Lungomare Sud di Bari può essere quantificato in un investimento complessivo di 510 milioni di euro su dieci anni. Di essi, 385 milioni sono privati e 125i pubblici. L’impatto economico complessivo è pari a 1770 milioni di euro in dieci anni. Per almeno 1380 milioni tale impatto ricade sull’economia regionale. L’intervento produce circa 800 posti di lavoro all’anno, in media, per i dieci anni. Si può valutare che esso possa produrre, a regime, fra 300 e 550 nuovi posti di lavoro permanenti, nelle nuove attività economiche localizzate nell’area. Cospicuo è certamente l’impatto sull’attrattività turistica e sulla qualità della vita delle città di Bari, attraverso molteplici opportunità di fruizione di un’area parzialmente abbandonata e degradata.”

Michele Laforgia Delegato di Confcooperative Bari Bat alle Politiche Abitative e Social Housing:
“Il sistema delle imprese, tutte e non solo quelle oggi qui presenti, unitamente ai sindacati tutti, rispetto alla visione di rigenerazione del tratto del lungomare sud di Bari qui fantasticamente rappresentata, hanno il dovere istituzionale e morale di creare i presupposti perché si generino nuovi posti di lavoro e nuove imprese. Un tale intervento non può che incidere in senso positivo diminuendo la povertà urbana di questa città dopo un decennio di crisi, facendo nascere nuove imprese giovanili, start up, imprese sociali ed innovative operanti nella gestione e fruizione dei servizi ai turisti e al cittadino. Basti pensare alle attività per la gestione di spazi di socializzazione, strutture balneari, locali commerciali e della ristorazione, attrattori culturali, etc. Si dovrebbe provare a definire, mediante una seria progettazione dal basso e sin dalle fasi progettuali, una mappa concettuale di opportunità di occupazione e di imprese da creare, ovviamente di concerto con il pubblico ed il privato finanziatore. Noi siamo dell'idea di dare spazio ai giovani, aiutarli e sostenerli a cogliere questa grande opportunità di sviluppo della nostra città, anche in forma autonoma mediante il modello cooperativo, che ben si lega all'inclusione sociale di soggetti deboli o con pochi capitali finanziari iniziali.”



Beppe Fragasso - Architetto e presidente Ance Bari e BAT.
“Il dibattito pubblico avviato oggi ci ricorda quello delle polis dell’antica Grecia, culla della democrazia, quando il confronto sulle scelte politiche coinvolgeva sia i rappresentanti delle alte cariche istituzionali che i cittadini, chiamati a partecipare attivamente alle scelte che li riguardavano. E’, dunque, alla politica e ai cittadini che vogliamo proporre la nostra visione del lungomare Sud di Bari, convinti che solo attraverso il confronto possa nascere una soluzione condivisa, attesa da decenni. Essere tra gli attori della rigenerazione di questo importante brano di Bari, a valle di un percorso durato quasi due anni, durante i quali è stato condotto preliminarmente uno studio storico e sociologico di quel territorio, rende orgogliosi i costruttori baresi; certi che la proposta allo studio sia sostenibile economicamente e rispettosa del paesaggio e delle specificità ambientali, siamo pronti, insieme a tutti gli altri attori del partenariato, a valutare e valorizzare i contributi che deriveranno dal confronto, per addivenire a una progettualità che auspichiamo possa realizzarsi completamente entro il prossimo decennio”.



 

 

 

 

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