AGROALIMENTARE E DIRETTIVA UE CONTRO PRATICHE SLEALI, INCONTRO CON L'ON DE CASTRO

 

Dopo vent'anni d’attesa, finalmente l’Unione Europea interviene per riequilibrare i rapporti fra imprese agro-alimentari e Grande Distribuzione Organizzata. Per liberare le aziende fornitrici dalle più frequenti pratiche sleali imposte dalle grandi reti commerciali è stata infatti approvata con ampia maggioranza dal Parlamento europeo una proposta di Direttiva che in questi giorni sta concludendo l’iter negoziale previsto dalle Istituzioni comunitarie.

 Se il percorso sarà ultimato con successo prima che termini la legislatura europea, entro sei mesi l’Italia dovrà recepire la “Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera alimentare”. In breve si potrà, così, cominciare ad intervenire per porre fine a molte pratiche vessatorie oggi in uso, come la cancellazione degli ordini last minute, l’obbligo di pagare servizi non richiesti, la fornitura in conto vendita, l’impegno a ritirare l’invenduto, tempi di pagamento non congrui. Si tratta di condizioni contrattuali vessatorie che oggi vengono subite senza sconti dalle imprese agroalimentari del nostro Paese, e in particolare da quelle del Mezzogiorno, che, per via delle loro dimensioni particolarmente ridotte, hanno un basso peso contrattuale nei rapporti con la GDO.

Il problema è molto sentito dagli imprenditori del settore agroalimentare pugliese che il 26 novembre scorso, per iniziativa della Sezione Agroalimentare di Confindustria Bari e BAT, ne hanno discusso in un affollato incontro con Paolo De Castro, relatore della Direttiva e vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo. Il confronto è stato introdotto da Teresa Caradonna e da Margherita Mastromauro, rispettivamente Presidente della Piccola Industria e presidente della Sezione Agroalimentare di Confindustria Bari BAT. Ha concluso lavori il presidente di Confindustria Puglia Domenico De Bartolomeo .
“Questa Direttiva mira a sopprimere le pratiche commerciali sleali dalla filiera alimentare. Il nostro obiettivo è quello di finalizzare il dossier entro Natale. E’ l’unica finestra di opportunità per approvare le nuove regole prima delle elezioni del Parlamento europeo a Maggio.
In questa battaglia di David contro Golia dobbiamo armare i più deboli, agricoltori e industrie di trasformazione, che garantiscono ai consumatori l’approvvigionamento alimentare, contro pratiche sleali come la cancellazione last minute degli ordini, i ritardi nei pagamenti, le modifiche unilaterali dei contratti, i mancati pagamenti ai fornitori per la merce invenduta, da parte delle centrali di acquisto nell’Ue. Abbiamo bisogno di garantire equità e così facendo lavoreremo duramente per garantire che i consumatori possano continuare ad avere accesso alle eccellenze e ai prodotti di migliore qualità.” ha dichiarato Paolo De Castro che a questo proposito ha inoltre evidenziato come la soglia di applicazione della Direttiva è stata fissata in modo da poter includere il 99% delle imprese italiane della filiera agroalimentare.
De Castro ha poi evidenziato un altro elemento-chiave della Direttiva comunitaria che è stato molto apprezzato dagli imprenditori: la possibilità di avviare un accertamento di pratica sleale anche con una denuncia avanzata da una associazione di categoria come Confindustria e persino con la denuncia anonima di chi ne fosse vittima. “Vediamo con soddisfazione che la Direttiva prende atto della necessità di dare un ruolo alle associazioni di categoria, come Confindustria, dando loro la possibilità di denunciare pratiche sleali subìte dagli imprenditori. Questo ritengo sia un punto fondamentale - ha dichiarato Margherita Mastromauro- perché supera le comprensibili difficoltà e l’ovvio timore di ritorsioni che può dissuadere un singolo imprenditore dal denunciare il proprio cliente distributore. Questa Direttiva colma finalmente un gap importante dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei come la Francia e la Spagna. Se verrà adottata creerà i presupposti per una legislazione unica in tutti i paesi dell’Unione, cosa molto rilevate per le nostre aziende che esportano e lavorano con i grandi gruppi di acquisto europei e internazionali.”

 

Pin It