Bari e BAT, l’industria meccanica corre, ma preoccupa il caro materie-prime.

L’industria metalmeccanica di Bari e BAT sta cavalcando l’onda della ripresa ed è in linea con l’andamento del settore nel resto del Paese. In Italia l’industria metalmeccanica ha recuperato i volumi di produzione realizzati prima dello scoppio della pandemia.

Questo è ciò che emerge dall’ultima rilevazione congiunturale, la 159°, realizzata dal Centro Studi di Federmeccanica presentata il 15 settembre 2021 in occasione del 50mo anniversario della federazione. Nella stessa giornata a Bari il presidente della Sezione meccanica di Confindustria Bari BAT Cesare De Palma ha illustrato alla stampa l’andamento del polo metalmeccanico del capoluogo pugliese e della provincia di Barletta Andria Trani.

L’andamento dell’industria metalmeccanica di Bari e BAT- Secondo l’indagine condotta fra gli associati della Sezione Meccanica Elettrica ed Elettronica di Confindustria Bari BAT, nel secondo semestre di quest’anno, oltre la metà delle imprese intervistate ha visto aumentare la produzione totale (il 52% degli intervistati a Bari e BAT e il 53% in Italia. La produzione è stata trainata nell’area barese, però, più dalla domanda interna che da quella estera: solo il 24% degli intervistati ha visto un aumento della produzione per l’estero a fronte del 43% della meccanica italiana. Da notare che il 63% degli intervistati di Bari BAT fanno segnare una produzione stabile. Il giudizio sul portafoglio ordini rimarca il valore dell’ottimismo, in linea con il dato italiano, fa segnare un livello del 48% di soddisfazione.

Prevale l’ottimismo anche per i prossimi mesi. Le previsioni sono buone anche per il terzo trimestre dell’anno: il 52% delle imprese baresi si aspetta un ulteriore aumento della produzione, mentre in Italia il 49% degli imprenditori si aspetta una sostanziale stabilità e solo il 24% un incremento produttivo.

Le previsioni a 6 mesi per l’occupazione nel settore sono rassicuranti: il 60% delle industrie metalmeccaniche di Bari e BAT e il 67% di quelle italiane prevede una stabilità degli occupati nei prossimi 6 mesi. Non vi è stata dunque, dopo lo sblocco dei licenziamenti, la caduta dell’occupazione temuta dai sindacati, anzi, il 30% delle aziende baresi e della Bat prevede di aumentare il personale.

Un altro segnale rassicurante viene dallo stato della liquidità che è giudicato nella norma dal 70% degli intervistati di Bari e BAT contro il 54% del resto d’Italia mentre pesa la forte carenza di materie prime su scala globale che è lamentata dal 91% degli intervistati di Bari e BAT e dal 93% nel resto d’Italia.

“Il dato positivo della liquidità aziendale si mantiene in linea con i valori dei mesi scorsi, quando eravamo in piena crisi pandemica, e valutiamo questo come un dato di salute delle aziende. Da nostre indagini puntuali soprattutto nelle PMI della provincia di Bari e BAT emergono valori di ripresa ancora più evidenti con fatturati che sono tornati a livelli precrisi e alcune aziende che hanno conquistato quote di mercato anche su nuove piazze nazionali ed internazionali. Pesano tuttavia sulla ripresa, qui come nel resto del Paese, due margini d’incertezza: l’incidenza dei contagi, da un lato, ma soprattutto il forte rincaro delle materie prime dei semilavorati in metallo e la scarsa disponibilità sul mercato di componenti elettronici indispensabili per completare processi di assemblaggio e produzione macchine” dichiara Cesare De Palma.

L’andamento dell’industria metalmeccanica In tutta Italia incombe sulla ripresa la minaccia della carenza e dei forti rincari delle materie prime che ha già indotto alcune aziende a ridurre l’attività.

In Italia il 93% delle imprese intervistate ha risentito del rincaro dei prezzi di metalli e semilavorati in metallo rispetto al precedente 84%. Il 72% dichiara difficoltà di approvvigionamento, dovute principalmente alla loro scarsità e al significativo allungamento dei tempi di consegna. Da ciò potrebbe derivare un’interruzione dell’attività produttiva nel 21% delle imprese rispetto al precedente 14%. Due imprenditori su tre (64%) ritengono che la tendenza rialzista dei prezzi potrebbe durare anche nei prossimi mesi.   

Ciò nonostante, nella prima metà dell’anno in corso, in Italia il settore metalmeccanico ha evidenziato significativi segnali di miglioramento ed ha recuperato integralmente i volumi di produzione che si realizzavano prima dello scoppio della pandemia: nel secondo trimestre la crescita della produzione è stata del 2,1% t/t e del 47% a/a (ma il dato risente della diffusa chiusura delle aziende nel mese di aprile 2020); confrontando il periodo aprile-giugno di quest’anno con gennaio- febbraio 2020, mesi precedenti lo scoppio della pandemia, si registra una crescita dell’1,5%.

Complessivamente, nel primo semestre la crescita dei volumi su base annua è del 29,9%, sostanzialmente in linea con i primi sei mesi del 2019 (-0,8%): un miglioramento diffuso a tutte le attività dell’industria metalmeccanica, seppur con tassi fortemente differenziati. Al miglioramento dell’attività produttiva ha fatto seguito un minor ricorso alla cassa integrazione e un’inversione delle tendenze negative delle dinamiche occupazionali tra le imprese con più di 500 dipendenti (+1,2% a giugno 2021 rispetto a dicembre 2020).

Buone sono anche le aspettative a breve. Dall’indagine di Federmeccanica emergono prospettive di ulteriori recuperi di attività produttiva. Infatti il 47% degli intervistati d’Italia dichiara un portafoglio ordini in miglioramento, il 37% prevede incrementi di produzione e il 26% ritiene di dover aumentare i livelli occupazionali nei prossimi sei mesi (al contrario, il 7% pensa di doverli diminuire). Il quadro è promettente ma resta un elemento d’incertezza connesso all’evoluzione pandemica alla dinamica dei prezzi delle materie prime e alla loro disponibilità.

Per i dati nazionali:

Comunicato Stampa – 50esimo Federmeccanica/159^ Indagine Congiunturale (EMBARGATO fino al 15 settembre, ore 12.30);

Progetto Competere completo e Summary Report

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