Un paradosso e una grande scommessa sul futuro: imprese pugliesi di successo che fanno gola a grandi investitori esteri ma i giovani del territorio non le conoscono e non pensano di diventare imprenditori. Si è aperta così, presso il Teatro Comunale Luciani di Acquaviva delle Fonti, la prima tappa di “CONNESSI – Dialoghi tra impresa e territorio per creare sviluppo”, la serie di incontri itineranti voluti da Confindustria Bari e BAT per stringere le maglie del dialogo tra aziende, istituzioni locali e nuove generazioni.
Un incontro gremitissimo, organizzato insieme al Comune di Acquaviva. Davanti a una platea di imprenditori, istituzioni e oltre cento studenti dell’IISS “Colamonico-Chiarulli”, il presidente degli industriali della provincia barese e della BAT, Mario Aprile, ha lanciato una provocazione diretta, capace di fotografare in un istante la distanza culturale che oggi separa i giovani dal mondo produttivo: «Chi di voi vuole diventare imprenditore?». Su oltre cento ragazzi presenti, soltanto un paio di mani si sono alzate timidamente.
«Dobbiamo cambiare radicalmente la narrazione del fare impresa nel nostro Paese — ha dichiarato Mario Aprile — In Italia, e purtroppo soprattutto al Sud, sopravvive un pregiudizio anti-industriale, un’idea ingiustamente negativa del fare impresa. Eppure sono le industrie che fanno grande l’Italia, seconda potenza manifatturiera d’Europa.»
Il messaggio centrale emerso dal palco del Teatro Luciani ribalta i vecchi stereotipi sul Sud: oggi per dinamismo industriale, in particolare nel comparto della meccanica, per gli investitori ‘il Veneto industriale oggi è la Puglia’. La regione è diventata un polo attrattivo di prim’ordine, capace di catturare l’attenzione e gli investimenti di grandi gruppi internazionali.
Un potenziale che contrasta fortemente con la percezione degli stessi studenti, svelata da un sondaggio interno condotto dal Consorzio Mestieri Puglia. Dai dati è emerso un preoccupante deficit di consapevolezza: circa il 25% dei ragazzi ha ammesso di non sapere quale sia il settore economico più importante e trainante del proprio territorio. Un disallineamento che Confindustria intende colmare proprio attraverso la formula degli incontri sul campo.
A dare corpo a questa tesi sono state le voci degli imprenditori locali durante una tavola rotonda che ha messo in luce storie di successo straordinarie, nate ad Acquaviva e affermatesi nei mercati globali, come Finlogic Spa, rappresentata da Dino Natale, azienda leader nel settore dell’identificazione automatica, che partendo dalla Puglia ha attuato una straordinaria strategia di espansione arrivando a contare oggi 7 stabilimenti in tutta Italia; Tecna Group Srl, rappresentata da Gianmichele Calò, azienda metalmeccanica specializzata nella produzione di macchinari da demolizione, capace di esportare l’ingegno pugliese in 27 nazioni e in ben 5 continenti; Ondapack Sud Spa, rappresentata da Antonella Morgese, azienda leader nel packaging che è stata protagonista di un percorso industriale virtuoso, che dalla Puglia ha investito prima in Veneto per poi espandere la sua attività di nuovo nel territorio d’origine; Ifac Spa, rappresentata da Vito Amodio, che produce furgoni Isotermici con impianti e materiali tecnologicamente avanzati. Tutte realtà solide della manifattura locale che hanno rivolto un accorato appello corale ai ragazzi della platea: «Non emigrate, lavorate con noi. Anche qui in Puglia ci sono reali occasioni per crescere».
Dagli interventi degli industriali è emerso un manifesto programmatico chiaro: in Puglia si fa impresa con successo e si può crescere ancora, ma è necessario fare rete, con altre imprese e con le istituzioni, anche attraverso l’azione di aggregazione esercitata da Confindustria Bari e BAT, per diventare più competitivi, facendo massa critica per dialogare con gli enti locali e ottenere infrastrutture e servizi più efficienti nelle aree industriali, ma anche per farsi conoscere dai giovani, affinché comprendano che il loro futuro professionale può essere scritto qui.
Il dibattito, guidato e coordinato con ritmo da Giancarlo Fiume, caporedattore del TGR Puglia Rai, ha visto una forte convergenza tra le diverse anime del territorio. Il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Marco Lenoci, e il vicesindaco con delega alle Attività Produttive, Claudio Solazzo, hanno raccolto prontamente la sfida degli industriali, rimarcando la volontà dell’amministrazione comunale di sostenere il rilancio dell’area industriale e di favorire l’insediamento di nuovi servizi strategici.
‘Oggi fare impresa non significa semplicemente parlare di numeri, ma di futuro e di giovani che scelgono di rimanere o di partire. Significa trattenere talenti e far conoscere le nostre eccellenze produttive a chi vive nel nostro territorio e spesso non le conosce” ha dichiarato il primi cittadino di Acquaviva Marco Lenoci.
Le interconnessioni tra mondo della formazione, della ricerca e del welfare sono state approfondite da Chiara Losurdo, dirigente scolastico dell’IISS “Colamonico-Chiarulli”, che ha sottolineato l’importanza di progetti di orientamento mirati, affiancata da Licia Iacoviello, direttrice del Dottorato Med-tech dell’Università LUM, e da Vitangelo Dattoli, direttore sanitario dell’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli”, struttura che rappresenta un altro pilastro occupazionale e di innovazione per l’intera area e che ha creato una partnership con l’università LUM col suo nuovo corso di laurea in Medicina.
A chiudere la mattinata è stato l’intervento di Girolamo Murgese, responsabile U.O. Oprations BCC Cassano delle Murge e Tolve, il quale ha confermato il supporto concreto del sistema bancario locale alle imprese che scelgono di investire sul territorio e sui giovani, chiudendo il cerchio di una filiera dello sviluppo che da oggi, da Acquaviva, lancia un segnale di forte ottimismo a tutta la regione.